La guerra in Iran riscrive le rotte del mare: così i porti italiani (soprattutto nell’Adriatico) rischiano di essere tagliati fuori
“L'articolo analizza come la guerra in Iran stia influenzando le rotte marittime, penalizzando i porti italiani e costringendo le compagnie a circumnavigare l'Africa per evitare il Canale di Suez.”
La guerra in Medio Oriente sta riscrivendo per l’ennesima volta le rotte del mare e rischia di penalizzare soprattutto i porti italiani. L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran è solo l’ultimo sconvolgimento geopolitico che semina il caos nei commerci marittimi. Prima era toccato al conflitto in Ucraina, in particolare per il commercio del grano e delle materie prime. Poi l’offensiva israeliana su Gaza aveva scatenato la reazione degli Houthi, rendendo instabile il passaggio attraverso il Canale di Suez. Ora che l’Iran è sotto le bombe, il mondo del commercio marittimo è nuovamente sotto pressione. Non solo (o non tanto) per il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quarto del petrolio mondiale, ma anche per gli effetti a cascata che ne sono scaturiti.
Il “giro largo” dell’Africa che taglia fuori l’Italia
C’è un effetto collaterale che più di altri sta penalizzando l’Italia e ha a che fare con il Canale di Suez. Dopo mesi di tensioni per il timore di attacchi da parte degli Houthi, il passaggio marittimo tra Israele ed Egitto sembrava finalmente destinato a riaprire. L’attacco in Iran, invece, ha fatto precipitare la situazione, spingendo tutt…
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