Immigrazione

Medici “no-Cpr” indagati e sospesi: nessuno di loro ha fatto ricorso

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Francesca Galici)·24 marzo 2026 alle 16:33
ARTICOLO

Otto medici dell'ospedale di Ravenna sono stati indagati e sospesi per aver ostacolato l'ingresso dei migranti nei centri per i rimpatri, producendo certificati di non idoneità per motivi ideologici. La sinistra ha espresso solidarietà nei loro confronti.

Il tema dei medici del reparto Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, indagati perché avrebbero ostacolato l’ingresso dei migranti nei Cpr, continua a tenere banco in Regione Emilia-Romagna. Si tratta in tutto di 8 medici, che secondo l’accusa si sarebbero adoperati per produrre certificati di non idoneità alla vita nei Cpr dei migranti durante le visite. Il tutto non per ragioni sanitarie ma ideologiche, come professato da un’organizzazione che da anni fa propaganda per la chiusura dei centri per i rimpatri.

Tre dei medici sono stati sospesi per 10 mesi dalla professione mentre gli altri cinque, per lo stesso periodo di tempo, non potranno dedicarsi alle certificazioni. In casi come questi, di solito, si procede con un ricorso presso l’autorità giudiziaria ma stavolta, come riferiscono le cronache locali, i medici non hanno ancora presentato la propria istanza. Una scelta che, forse, rientra in quel “forte coinvolgimento ideologico ed emotivo” descritto dal giudice nel suo verbale, mantenendo il punto e attuando una sorta di rivendicazione ideologica per quanto fatto. Per il momento non sono emersi altri casi simili, anche se l’ipotesi che la pratica potesse essere diffusa…

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