“Cari migranti, perdonateci”. Il messaggio del Vescovo per gli stranieri nei Cpr
“L'arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, ha lanciato un appello pro-migranti durante una veglia di preghiera, criticando il trattamento riservato agli stranieri nei Centri di permanenza per il rimpatrio. L'articolo sottolinea le tensioni tra accoglienza e le difficoltà nella gestione dei flussi migratori in Italia.”
La predica pro-migranti, ancora una volta, arriva dal pulpito di una chiesa da parte dell'arcivescovo di Trento Lauro Tisi in occasione della 34esima veglia di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri dal titolo "Gente di primavera". Monsignor Tisi, riferendosi ai migranti nei Cpr, quindi irregolari e in attesa di rimpatrio, ha dichiarato che “ci stanno tenendo in piedi e noi li trattiamo con durezza, con negligenza, con freddezza”. E rivolgendosi ipoteticamente agli stranieri ha detto: “Cari fratelli migranti, perdonateci”.
Definire i migranti presenti nei Centri di permanenza per il rimpatrio come coloro che “ci stanno tenendo in piedi” appare come una forzatura ideologica che non ha ancoraggio nella realtà. Si parla, infatti, di strutture nate per gestire situazioni di irregolarità, dove il rispetto della legge dovrebbe essere il primo pilastro di coscienza. L'appello al perdono rivolto agli stranieri, unito all'accusa di “negligenza e freddezza” verso le istituzioni, sembra ignorare lo sforzo logistico ed economico che l'Italia sostiene da anni per fronteggiare flussi migratori. Il nostro Paese ha tra i più alti flussi di immigrazione irregolare in Europa e nonost…
