Noi docenti dobbiamo essere formati meglio per capire anche quello che i ragazzi non dicono
“L'articolo sottolinea l'importanza di una formazione seria per i docenti al fine di riconoscere e affrontare il disagio giovanile, proponendo un'educazione alla non violenza e una maggiore attenzione alla comunicazione non verbale.”
Ieri mattina poteva essere la tua scuola. Il corridoio che percorri ogni giorno, il cancello davanti a cui saluti distrattamente, il volto di uno studente che ti sembra "come tanti altri". Poi, all'improvviso, tutto si spezza. E quello che fino a ieri chiamavamo "normale fatica educativa" si trasforma in qualcosa di molto più oscuro. Quello che è accaduto a Trescore Balneario non è lontano, non è altro da noi: ci riguarda, ci attraversa, ci interroga nel profondo del nostro essere docenti.
Scrivo queste parole con il peso e la responsabilità di chi vive ogni giorno la scuola e, al tempo stesso, ascolta nel silenzio di uno studio terapeutico il dolore che i ragazzi non riescono a dire. I nostri studenti parlano, continuamente, anche quando non aprono bocca: parlano con uno sguardo che si abbassa troppo in fretta, con una mascella contratta, con un sorriso che non coincide con ciò che provano, con un corpo che si chiude o si irrigidisce. E noi? Noi siamo davvero ancora capaci di vedere?
Per questo oggi non possiamo più permetterci di improvvisare: serve una formazione seria, concreta, obbligatoria per tutti noi docenti, per imparare a leggere la comunicazione non verbale, la mimica…
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