"Chiara Poggi lottò con il suo assassino". Potrebbe cambiare l'ora della morte
“L'articolo analizza le nuove scoperte forensi nel caso di omicidio di Chiara Poggi, evidenziando la lotta della vittima con il suo assassino e le implicazioni legali per il condannato Alberto Stasi.”
Chiara Poggi lottò strenuamente con il suo assassino prima di morire. Tanto che sul suo corpo, durante la colluttazione, sarebbero rimasti impressi lividi, ecchimosi e abrasioni. E sarebbe stata uccisa almeno mezz'ora dopo la colazione. Uno scenario, dilatato in più fasi, che emergerebbe dalla consulenza dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo e, nell'impianto accusatorio della Procura di Pavia contro Andrea Sempio, rafforzerebbe la valenza di quel Dna trovato su due unghie di due mani diverse della vittima, oggi per gli inquirenti compatibile con il cromosoma Y dell'indagato. La nuova conclusione fornirebbe un riscontro a quella convinzione così pervicace della famiglia Poggi, che fin dal 2010 insistette affinché nel processo ad Alberto Stasi - il condannato che ora uscirebbe dalla scena del crimine in quanto l'omicidio non sarebbe più compatibile con i 23 minuti di buco nell'alibi - fossero disposte nuove analisi sulle unghie, con la convinzione che se avessero trovato Dna sarebbe stato dell'assassino.
A mettere nero su bianco le richieste, sfociate poi nella perizia di Francesco De Stefano del 2014 in Appello bis e oggi superata dalle conclusioni della genetista del giudice Deni…
