Il turismo non basta più a tenere in piedi l’economia cubana
“L'articolo evidenzia la crescente fragilità dell'economia cubana, aggravata da una crisi di carburante, energia e accesso al dollaro, e il rischio di un ulteriore deterioramento della situazione economica e politica dell'isola.”
Donald Trump non ha bisogno di mandare soldati a Cuba per destabilizzare il regime, ci pensa già da sola l’economia dell’isola. Cuba è sempre più fragile a causa di una triplice crisi legata a carburante, energia e accesso al dollaro. Per gli Stati Uniti non è più questione di come, ma di quando e se accelerare questo processo. Dopo la caduta del presidente venezuelano Nicolas Maudro, è diventato sempre più palese il punto debole dell’economia cubana. Non è un sistema autosufficiente: funziona solo finché riesce a importare gran parte del cibo che consuma, il petrolio necessario a far funzionare le centrali elettriche e i macchinari senza i quali industria e agricoltura si fermano. Ma per pagare queste importazioni servono dollari, e sono sempre più rari. È qui che l’economia si inceppa: senza valuta estera le merci non arrivano; senza merci, la produzione cala; e senza produzione, il paese dipende ancora di più dall’esterno. Un circolo vizioso che si autoalimenta.
Negli ultimi anni Cuba ha sempre più difficoltà a far entrare dollari nell’isola. Le esportazioni di beni sono modeste e in calo: poco più di un miliardo e mezzo di dollari l’anno, contro importazioni che fino a pochi a…
