Trump cerca una via d’uscita dall’Iran, ma non la trova
“L'articolo discute le difficoltà di Trump nel gestire la situazione in Iran, evidenziando come la guerra abbia avuto effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati, rafforzando il regime iraniano invece di indebolirlo.”
Donald Trump ha bisogno di una via d’uscita dall’Iran. Non ha molte carte, considerando che la sua priorità, l’unica certezza che possiamo scorgere nel mare delle bugie raccontate nell’ultimo mese, è che non vuole impelagarsi in un conflitto boots on the ground. La verità è che dopo quattro settimane di guerra l’Iran è diventato un problema strategico. Gli Stati Uniti non hanno ottenuto nessuno degli obiettivi che l’amministrazione aveva lasciato intendere – né il collasso del regime, né la neutralizzazione definitiva della minaccia nucleare, né una dimostrazione di forza tale da ristabilire la deterrenza nella regione. In cambio ha ottenuto: aumento dei costi dell’energia, tredici soldati statunitensi morti in Medio Oriente, circa centocinquanta feriti e un capitale politico sempre più fragile. Non si può certo definire un affare.
Il dato più netto lo sintetizza l’Economist nella sua ultima cover story: «Per ora, il vantaggio è dell’Iran». È una conclusione controintuitiva, forse, in apparenza. Teheran ha incassato colpi durissimi, con una leadership decapitata e infrastrutture militari distrutte, ma il regime è ancora in piedi. E in una guerra di questo tipo «la mera sopravviven…
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