Trump e i rischi di una via crucis iraniana senza resurrezione. Il punto di D’Anna
“L'articolo discute le sfide strategiche legate all'Iran, evidenziando il ruolo dell'intelligence e la necessità di un intervento militare per affrontare la minaccia rappresentata dai pasdaran e dal regime degli ayatollah.”
“Come stanare un regime-talpa che sopravvive nei bunker utilizzando gli iraniani come scudi umani?” per rispondere a questa domanda al Pentagono, a Gilot e a Camp Rabin, i quartier generali a Tel Aviv del Mossad e delle Forze di difesa israeliane, si stanno analizzando da varie prospettive l’epilogo di una storica situazione strategica che presenta varie analogie.
Fatta la debita differenza fra pasdaran e Wehrmacht tedesca, l’analisi conduce ad una domanda retorica: “Senza l’invasione dell’Europa da parte degli Alleati e l’avanzata dell’Armata rossa, Hitler e il regime nazista sarebbero stati sconfitti nel 1945 o nel 1950 ?”.
La conclusione strategica è che, con la complicità dell’evidente supporto a Teheran dei servizi segreti di Mosca e Pechino, la guerra all’Iran si è trasformata in una mortale sfida fra intelligence per snidare dai bunker formicai i vertici di pasdaran e ayatollah in grado di autorigenerarsi. Una corsa contro il tempo per distruggere gli arsenali sotterranei di missili e droni di ultima generazione realizzati con l’assistenza tecnologica di Russia, Cina e Corea del Nord.
La conferma che i Guardiani della rivoluzione dispongano di missili balistici a lungo ra…
