Giustizia

Referendum sulla giustizia, alle 12 affluenza al 14,8%. Perché è determinante

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Redazione Politica·22 marzo 2026 alle 11:07
ARTICOLO

L'affluenza alle urne per il referendum sulla riforma della giustizia è al 14,8%, con implicazioni significative per il risultato finale, dato il diverso interesse tra elettorato di centrodestra e centrosinistra.

Alle 12 è stata del 14,8% l’affluenza alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, con cui i cittadini sono chiamati a confermare o bocciare la revisione della Carta che introdurrebbe la separazione delle carriere, la creazione di due Csm (uno per i giudici, l’altro per i pm) e una Corte disciplinare autonoma. Con il quorum non richiesto per la validità, l’affluenza è un elemento decisivo. Gli ultimi sondaggi hanno dato il No il vantaggio, ma secondo la maggior parte degli analisti una percentuale di votanti superiore al 50% potrebbe favorire il Sì. Questo perché l’elettorato di centrodestra è sembrato meno interessato al quesito rispetto a quello di centrosinistra, più mobilitato nelle ultime settimane. Se partecipasse più del previsto, potrebbe ribaltare il risultato.

Sono quattro i precedenti referendum costituzionali a cui guardare. Il primo risale al 7 ottobre 2001, quando gli elettori furono chiamati a confermare la riforma del Titolo V, voluta dal centrosinistra per ampliare le competenze delle Regioni. Il Sì prevalse, segnando l’unico intervento organico sul regionalismo approvato direttamente dal corpo elettorale. Dei 49,4 milioni di aventi di…

SENTIMENTTono dell'articolo
+0.10
CriticoNeutroCostruttivo
TONONeutro/Informativo
ENTI E ISTITUZIONI
centrodestra
centrosinistra
COPERTURA CORRELATA
5 articoli