Giustizia

L’ultima ricostruzione. Dalla bici alle impronte: ecco cosa non torna

FONTE
Quotidiano.net Politica
23 marzo 2026 alle 02:45
ARTICOLO

L'articolo esamina le incongruenze nella ricostruzione del delitto di Garlasco, mettendo in discussione la validità delle prove e delle testimonianze. Si evidenziano dubbi sulla dinamica dell'omicidio e sull'affidabilità delle analisi scientifiche presentate.

Roma, 24 marzo 2026 – L’indiscrezione sulla consulenza della dottoressa Cattaneo rovescerebbe la dinamica del delitto di Garlasco. Chiara Poggi, uccisa da una persona, avrebbe lottato. Di conseguenza, sotto le sue unghie, ci sarebbe il DNA dell’assassino. Ma qualcosa non torna. Perché a quella difesa feroce non corrisponde ciò che resta: solo un aplotipo misto, parziale, non consolidato, che non ha la forza biologica che una vera reazione di difesa imprime sul corpo di una vittima. Davvero dovremmo credere che oggi una lettura basata sulle foto sia più attendibile di un corpo analizzato sul tavolo autoptico? Da qui si passa al tempo perché la stessa ricostruzione tenterebbe di chiudere tutto tra le 10:00 e le 11:00, una fascia che — non a caso — coincide con un intervallo compatibile con l’alibi dell’assassino, Alberto Stasi. Una precisione che la scienza medico-legale non si è mai concessa, visto che il collegio peritale aveva indicato una forbice ampia — 7:30–12:30 — proprio perché oltre non si può andare senza uscire dal terreno della scienza. L’orario della morte è, per definizione, una finestra biologica. Non un punto esatto. Poi quella fascia oraria, paradossalmente, è la più…

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PERSONE
Chiara Poggi
Alberto Stasi
dottoressa Cattaneo
Bermani
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Garlasco
Roma
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