Giustizia

"Vi spiego perché non c'è una sola verità sul pc di Stasi"

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Rosa Scognamiglio)·21 marzo 2026 alle 06:04
ARTICOLO

L'articolo analizza le divergenze nelle consulenze tecniche riguardanti il pc di Alberto Stasi nel contesto del delitto di Garlasco, evidenziando la complessità della ricostruzione delle prove digitali.

Le consulenze tecniche sul pc portatile di Alberto Stasi continuano a restituire una verità frammentata. Da un lato, i consulenti incaricati dai legali della famiglia Poggi sostengono che la sera del 12 agosto Chiara avrebbe aperto la cartella “Militare”, al cui interno erano contenute 7.000 immagini pornografiche. Dall’altro, i consulenti della difesa di Alberto Stasi ritengono invece che la 26enne avrebbe lavorato alla tesi del fidanzato, senza visionare quei contenuti. Due letture opposte degli stessi dati, che riaccendono il confronto sull’interpretazione delle prove digitali nel delitto di Garlasco.

Per chiarire questa discrepanza e fugare ogni eventuale dubbio, la Procura di Pavia ha incaricato il consulente informatico Paolo Dal Checco, esperto di indagini forensi, di esaminare i computer in uso all’epoca alla famiglia Poggi e Alberto Stasi, con l’obiettivo di ricostruire la cronologia delle attività svolte sui dispositivi. L’analisi tecnica non riguarda solo la semplice sequenza di apertura dei file, ma punta a stabilire eventuali comportamenti che possano contribuire a delineare un possibile movente dell’omicidio. “Dopo 18 anni è difficile ricostruire la cronologia delle…

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CriticoNeutroCostruttivo
TONONeutro/Informativo
PERSONE
Alberto Stasi
Chiara Poggi
Paolo Dal Checco
Michele Vitiello
ENTI E ISTITUZIONI
Procura di Pavia
LUOGHI
Garlasco
Pavia
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