Politica Estera

Le bombe a grappolo dell’Iran su Israele: così Teheran vuole massimizzare i danni e risparmiare sull’arsenale già ridotto

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Lorenzo Forlani·26 marzo 2026 alle 07:04
ARTICOLO

L'articolo analizza l'uso crescente da parte dell'Iran di bombe a grappolo contro Israele, evidenziando le violazioni del diritto bellico e le conseguenze umane di tali attacchi.

Nel corso di questa guerra, scatenata dall’aggressione militare israelo-americana all’Iran, quest’ultimo ha fatto crescente ricorso alle bombe a grappolo contro Israele. Non è la prima volta che Teheran le utilizza sul territorio israeliano: era già successo durante la guerra dei 12 giorni dello scorso giugno, e meno di un anno prima era stato proprio Israele ad usarle in Libano – anche in quel caso per la seconda volta, dopo quella nel 2006, e in ambo i casi bombardando anche con il fosforo bianco su aree abitate.

Le bombe a grappolo sono armi vietate dal diritto bellico, più precisamente dalla Convenzione di Oslo del 2008, che conta 111 aderenti – tra cui lo stesso Libano, ma anche l’Italia – ma nessuno tra Stati Uniti, Russia, Ucraina, Israele e Iran. Nel 2023, gli Stati Uniti hanno venduto bombe a grappolo all’Ucraina, che a sua volta ha accusato la Russia di averle usate sul proprio territorio. Se Israele nel sud del Libano le sganciava dai suoi F-35, l’Iran – tra questa guerra e quella dello scorso giugno – le ha montate sulla testa di alcuni suoi missili balistici, come l’Emad, il Ghadr e il Khorramshar, che al rientro nell’atmosfera si sono dimostrati in grado di rilasciar…

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