Il verdetto del popolo e il coraggio dei magistrati che hanno sostenuto la riforma
“L'articolo sottolinea l'importanza del rispetto del responso delle urne e rende omaggio ai magistrati che hanno sostenuto la riforma dell'ordinamento giurisdizionale, evidenziando il loro coraggio e la necessità di una magistratura autonoma e indipendente.”
Il popolo sovrano ha deciso. E in una democrazia matura, questa è la prima verità da riconoscere: il responso delle urne, come una sentenza giudiziaria, si rispetta sempre, anche quando non lo si condivide.
Non è una formula rituale, ma il fondamento stesso dello Stato di diritto. Quello stesso Stato di diritto che è al centro del dibattito – spesso ideologico, talvolta deformato – sulla riforma dell’ordinamento giurisdizionale.
Tuttavia, accanto al dato politico, sul quale tanti stanno commentando, resta un dato umano e istituzionale che merita di essere sottolineato, senza retorica ma con chiarezza.
L’omaggio a magistrati coraggiosi
Il pensiero, il rispetto e l’omaggio – da cittadino, da vecchio servitore delle istituzioni, nazionali ed europee – vanno innanzitutto a quei magistrati che hanno scelto, pubblicamente, con grande coraggio, di sostenere la riforma.
Non una scelta scontata, non una scelta comoda, come emerge anche da testimonianze dirette di chi la magistratura la vive o l’ha vissuta dall’interno. Come, ad esempio, Luca Palamara.
Perché il vero tema non è mai stato uno scontro tra politica e giustizia, ma una riflessione sulla qualità dell’autogoverno e sul peso…
