Non c'è impatto del referendum sui consensi: il centrodestra tiene
“L'articolo esamina come il recente referendum abbia influenzato i consensi dei partiti, rivelando un voto divergente tra gli elettori del centrodestra e una partecipazione significativa di elettori apolitici.”
Il terremoto per ora non c'è, o almeno non si vede. Antonio Noto ha sondato per "Porta a Porta" il consenso dei partiti dopo il voto, rilevando scarti minimi: Fdi perderebbe lo 0,5% rispetto al 4 marzo, il Pd al 22% guadagnerebbe mezzo punto, come il M5S al 13% e Fi all'8,5%. La Lega, dopo il voto e il commosso addio a Bossi, salirebbe di un punto all'8%. Il centrodestra sarebbe al 47% (-0,2%), e il Campo largo resterebbe al 44% con affluenza al 60%, in crescita del 3%.
Certo, chi si aspettava la "Sinistra del Sì", dalle urne ha visto uscire il centrodestra del No. La giornata nera dello spoglio referendario ha riservato anche questa brutta sorpresa allo schieramento di maggioranza: un certo numero di elettori che ha bocciato la riforma. Ma la questione potrebbe essere più politica che numerica, viste le modalità con cui si il fenomeno si è manifestato.
Le diverse rilevazioni danno un peso differente a questo "voto divergente" che si è fatto notare nel centrodestra, ma in genere lo considerano fisiologico. "Swg" per il Tg7 ha calcolato un 8% di elettori di Fdi e Fi che hanno fatto una croce sul No, mentre i leghisti contro la riforma sarebbero stati il 6%. Cifre non lontane da qu…
Se il referendum rimescola le carte. Tutti i contraccolpi negli schieramenti
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