L’ex 007 israeliano: “Il diktat Usa sullo Stretto è il segno dell’escalation”
“L'ex capo dell'antiterrorismo del Mossad, Oded Ailam, analizza l'ultimatum degli Stati Uniti riguardo allo Stretto di Hormuz, evidenziando l'escalation del conflitto e le difficoltà militari legate a un eventuale intervento.”
Roma, 24 marzo 2023 – “Il Rubicone è stato attraversato: l’ultimatum di Washington non è un avvertimento, ma la fine della guerra a distanza”. La sentenza è firmata Oded Ailam, ex capo dell’antiterrorismo del Mossad, oggi analista del Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs. Una voce di parte, dunque, ma proprio per questo utile per leggere il conflitto da dentro. Secondo lui, “l’escalation non è una possibilità: è l’unica direzione in cui questo treno sta andando”.
Ailam, quanto sarebbe difficile riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz?
“Come disinnescare un campo minato al buio. Mini-sottomarini, mine subacquee, sciami di droni e imbarcazioni d’attacco senza equipaggio rendono qualsiasi operazione navale una scommessa costosa”.
A proposito di escalation, l’Iran nega l’attacco a Diego Garcia: è una mossa tattica o un segnale di fragilità?
“Quando la mano sinistra non sa più cosa fa la destra, la negazione non è strategia ma smarrimento. È il segnale di un regime la cui catena di comando inizia a sfilacciarsi ai margini”. Ultimatum di Trump: "Aprite Hormuz o colpiremo le centrali elettriche"
Sul piano militare Israele e Usa sono avanti, ma se il regime sopravvi…
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