Giustizia

Malagiustizia, quanto ci costi. Ecco perché separare le carriere è anche “un affare” economico

FONTE
Secolo d Italia
Villy De Luca·20 marzo 2026 alle 08:55
ARTICOLO

L'articolo analizza i costi economici derivanti dagli errori giudiziari in Italia, evidenziando la necessità di riformare il sistema attraverso la separazione delle carriere. Viene sottolineato come questi errori comportino un significativo drenaggio di risorse pubbliche.

Per troppo tempo si è detto che la separazione delle carriere fosse un tema “da addetti ai lavori”. In realtà è esattamente il contrario: è una riforma che incide direttamente sui costi economici della giustizia, perché interviene sul punto in cui il sistema oggi genera più danni, cioè gli errori giudiziari. I numeri sono inequivocabili. In Italia ogni anno centinaia di persone finiscono in carcere da innocenti. Solo nel 2024 sono state presentate 1.154 richieste di risarcimento per ingiusta detenzione, e 505 casi sono stati riconosciuti come errori effettivi, cioè persone che non dovevano essere private della libertà. In media, negli ultimi anni, si parla di circa 460 casi all’anno.

Questo non è solo un problema giuridico o umano. È un costo economico diretto. Nel 2024 lo Stato ha pagato 26,9 milioni di euro per risarcire chi è stato detenuto ingiustamente. Se si guarda al periodo 2018–2024, il conto complessivo supera i 220 milioni di euro.

E questi sono solo i costi della detenzione ingiusta. A questi si aggiungono i risarcimenti per processi inutili, per errori giudiziari veri e propri e per la durata eccessiva dei procedimenti. Il risultato è un drenaggio strutturale di riso…

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