L’epatite A a Napoli e “i tempi del colera”: l’incubo degli anni Settanta e la lezione ai No-Vax di oggi
“L'articolo analizza l'attuale ondata di epatite A a Napoli, paragonandola all'emergenza colerosa degli anni '70 e sottolineando l'importanza di apprendere dalle esperienze passate per affrontare le sfide sanitarie attuali.”
In principio furono sempre le cozze. E c’era sempre Napoli di mezzo. L’ondata di epatite A che attraversa la metropoli partenopea riporta agli inizi degli anni 70 e all’emergenza del colera, che fece registrare 24 morti e gettò nel panico la nostra grande città. Che seppe reagire con dignità e compostezza, sopportando successivamente l’onda del disprezzo e di un’ironia becera e stupida.
Le cozze tunisine
I primi casi di colera a Napoli e nei paesi limitrofi, soprattutto Torre del Greco, si registrarono a fine agosto del 1973. E arrivarono sino a Bari. A causarli, fu un’importazione di cozze avariate dalla Tunisia. Le acque della metropoli, inquinate, fecero da fertilizzante per il propalarsi del colera.
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La prima vittima, una ballerina inglese
Il 20 agosto del 73 si registrò all’ospedale Cotugno la prima vittima. Era una ballerina inglese, Linda Heyckeey. Ricoverata per una grave gastroenterite, in realtà aveva contratto il colera.
I ritardi del Ministero…
