La svolta degli emiri in pressing su Donald. "Distruggere l'Iran"
“L'articolo analizza la crescente pressione dei Paesi del Golfo, in particolare dell'Arabia Saudita, sugli Stati Uniti affinché affrontino militarmente l'Iran, evidenziando le tensioni geopolitiche nella regione.”
I Pasdaran hanno lanciato un migliaio di missili sui Paesi del Golfo dall'inizio della guerra e 400, meno della metà, contro Israele.
Gli emiri della penisola arabica e l'erede al trono della monarchia saudita, che guida il Paese, Mohammed Bin Salman, avevano cercato in tutti i modi di dissuadere il presidente americano, Donald Trump, dall'attaccare gli ayatollah. I loro penetranti servizi di intelligence sapevano che l'Iran avrebbe lanciato la rappresaglia sul Golfo. L'obiettivo era forzare gli alleati a premere su Washington per fermare i raid, ma la strategia sta ottenendo il risultato esattamente opposto. Adesso che Trump cerca a tentoni una via d'uscita, quasi tutti i Paesi del Golfo spingono gli americani ad andare fino in fondo.
Mbs, il principe ereditario saudita che governa come se fosse già re, ha più volte sentito il presidente Usa insistendo sull'"opportunità storica" di ridisegnare gli equilibri in Medioriente. Lo scrive il New York Times, subito smentito da Riad, ma nei giorni scorso ben quattro fonti diplomatiche del Golfo avevano confermato in forma anonima, al Times of Israel, che "finire la guerra con l'Iran ancora in possesso degli strumenti che sta utilizzando…
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