Politica Interna

La generazione di Gaza ha cambiato le sorti del referendum, ma ciò non significa che voti per l’opposizione. Anzi

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Paolo Ferrero·24 marzo 2026 alle 16:56
ARTICOLO

L'articolo discute l'esito del referendum contro la manomissione della Costituzione, evidenziando un aumento della partecipazione al voto, soprattutto tra i giovani, e sottolineando la vittoria del principio costituzionale rispetto alle forze politiche.

Per la terza volta il popolo italiano si è opposto a una manomissione della Costituzione. Nel 2006 venne respinto il tentativo berlusconiano, nel 2016 quello di Renzi e oggi il tentativo di Meloni.

Il segno che emerge è quindi quello di un paese con una maggioranza antifascista e costituzionale che si attiva di fronte al rischio della manomissione delle regole democratiche. Una maggioranza che va ben al di là dei confini delle forze politiche.

Il referendum ha visto un deciso aumento della partecipazione al voto rispetto alle ultime elezioni europee (7 punti percentuali in più) e anche rispetto alle consultazioni regionali là dove si sono tenute. Non a caso i sondaggi ci dicono che solo il 7% dei votanti ha dichiarato di aver seguito le indicazioni delle forze politiche e ben due terzi dei votanti per il No ha dichiarato di averlo fatto unicamente per difendere la Costituzione, per evitare la sua manomissione.

Se lo sconfitto di questa consultazione è certamente il governo Meloni, il vincitore non è il campo largo (di cui una parte votava Sì) ma è la Costituzione, lo spirito costituzionale di chi ritiene saggio tener ferme le tutele e le garanzie in essa contenute.

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