ChatGPT apre alle pubblicità dentro le vostre conversazioni. Parli con lei, risponde uno sponsor
“L'articolo discute l'introduzione di pubblicità in ChatGPT da parte di OpenAI, evidenziando come questo cambiamento possa influenzare l'esperienza degli utenti.”
Nella puntata Common People di Black Mirror (ve la ricordate), Amanda si ammala di un tumore cerebrale incurabile e il marito accetta una soluzione proposta da una società, Rivermind: sostituire la parte danneggiata del cervello con un sistema connesso ai loro server, mantenendola in vita come coscienza ibrida, mezza biologica mezza digitale e soprattutto conservata nei database della società (come i nostri dati su iCloud, per capirci).
Intervento gratuito, con inghippo, siccome da quel momento la sua esistenza diventa un abbonamento: per funzionare deve essere mantenuta attiva attraverso un piano mensile. All’inizio sembra sostenibile, la coppia si mette sotto per mantenere le spese, finché non emergono i limiti del livello base e la necessità di passare a piani superiori, più costosi, per evitare degradazioni del servizio. Alla fine i due non avranno più soldi, e resta un’unica soluzione, il piano con le pubblicità, per cui Amanda comincia a inserire pubblicità dentro il proprio linguaggio, interrompendo frasi e pensieri con messaggi promozionali (tipo Crozza quando imita Sinner), come se la sua coscienza fosse diventata uno spazio monetizzabile.
Perché mi è tornato in mente…
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