Legami e incontri di Baya con i terroristi
“L'articolo analizza i legami di Brahim Baya, un predicatore islamico, con il terrorismo palestinese e il suo ruolo nel movimento contro il governo Meloni, evidenziando preoccupazioni per la sicurezza e la democrazia in Italia.”
Brahim Baya, il fu predicatore islamico di Torino (non ama questo appellativo), è stato uno dei volti del No al referendum sulla giustizia. Un ruolo che ha svolto con più diligenza di molti esponenti politici, cercando di far leva su ogni appiglio, realizzando continui contenuti per i suoi utenti, parlandone in ogni piazza, facendo credere che il male da sconfiggere fosse il Governo Meloni. Impartiva lezioni di democrazia, spiegava come tutelare la Costituzione. Tutto ciò mentre elogiava i missili iraniani, la resistenza palestinese, quella libanese, quella iraniana. E pensare che c'è anche chi (forse) lo ha ascoltato. Si è quindi schierato al fianco di ogni forma di regime, con quei paesi per cui la democrazia è un lontano ricordo o un miraggio impossibile. Beh, in Italia succede anche questo. Ma quali sono i suoi legami con il terrorismo palestinese? Oltre ad elogiare Yaya Sinwar, mente dell'attacco del 7 ottobre, ha manifestato il suo sostegno per Mohamad Hannoun e gli altri suoi sodali oggi in carcere (o indagati) per essere parte della cupola di Hamas in Italia. Baya ha recentemente smentito di essere il portavoce di luoghi di culto nel capoluogo piemontese, ma Il Giornale è i…
