Politica Interna

Vince il No: l’abbiamo scampata bella. Ma ecco perché leggo questo risultato come un pareggio

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Vincent Russo·23 marzo 2026 alle 17:14
ARTICOLO

L'articolo commenta la vittoria del NO al referendum, sottolineando che non si tratta di una vittoria ma di un pareggio che ha impedito modifiche pericolose alla Costituzione, evidenziando le pressioni mediatiche a favore del SÌ.

I dati reali non lasciano margini: il NO batte il Sì, 54 a 46. Ma non chiamatela vittoria. La verità è che l’abbiamo scampata bella. Quello di oggi a mio avviso è un “pareggio”, forse il più prezioso della nostra storia repubblicana. Quando a fine partita ti accorgi che l’obiettivo non era il trofeo, ma restare nei contorni di una Stato di diritto, capisci che non sei un trionfatore: sei un sopravvissuto.

Questo voto è stato il muro che ha impedito l’amputazione di articoli fondamentali della Costituzione che bilanciano i poteri. La Carta non si riscrive a colpi di maggioranza; se proprio va toccata, lo si fa insieme, con la stessa cura con cui è stata redatta. Sono convinto che oggi abbiamo frenato una scivolata pericolosa verso quei modelli autoritari — Russia e Ungheria in testa — che tanto affascinano Giorgia Meloni e il suo cerchio magico. Qualcuno sommava i numericamente i partiti del Sì vs. i partiti del NO. Ma al Referendum è sempre un’altra partita, ci sono gli astenuti, ci sono quelli fuori da qualsiasi schieramento, ci sono quelli che magari non vanno a votare alle politiche ma vogliono continuare a vivere in uno Stato democratico, che non sono né di destra né di sinist…

SENTIMENTTono dell'articolo
-0.20
CriticoNeutroCostruttivo
TONOCritico
PERSONE
Giorgia Meloni
Alessandro Barbero
Luciano Canfora
Marco Travaglio
Nicola Gratteri
Paolo Mieli
Italo Bocchino
Alessandro Sallusti
Carlo Calenda
COPERTURA CORRELATA
5 articoli