La teologia al servizio della reazione. Da Berlusconi al referendum, ecco il Potere divinizzato
“L'articolo critica l'uso della teologia nella politica italiana, evidenziando il tentativo di sottomettere la magistratura al controllo dell'esecutivo attraverso il referendum. Viene menzionato il ruolo di figure come Berlusconi e Baget Bozzo nel contesto di questo fenomeno.”
Ormai risulta sufficientemente accertato che l’effettiva finalità non dichiarata del referendum di domenica e lunedì prossimi è quella di sottomettere la magistratura al controllo dell’esecutivo, azzerandone la natura di potere autonomo. Ossia la declinazione italiana – prima con Berlusconi, ora con Meloni – di un inquietate disegno promosso dall’Internazionale reazionaria ormai da anni: cancellare la preziosa tradizione del costituzionalismo liberal-democratico di matrice illuministica, che perseguiva la messa sotto controllo del Potere attraverso il bilanciamento e l’ispezionabilità. Mentre risulta rimosso o dimenticato l’autore del contributo tutto italiano al filone di pensiero che fa retrocedere a ordalia il principio di rappresentanza. Ossia lo strano teologo, nella tonaca del prete pre-conciliare, che attraversò per almeno un cinquantennio il dibattito pubblico italiano da protagonista camaleontico (Eugenio Scalfari, fondatore de la Repubblica e maître à penser dei liberal nostrani non era riuscito a inquadrarlo, tanto da inserirlo tra i propri opinionisti), per poi finire a Arcore come cappellano di Silvio Berlusconi nella sua entrata in politica; alternandosi con l’altrett…
Referendum giustizia: siamo nella «Repubblica dei giudici»
Libero Quotidiano
