Politica Interna

La teologia al servizio della reazione. Da Berlusconi al referendum, ecco il Potere divinizzato

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Pierfranco Pellizzetti·20 marzo 2026 alle 14:37
ARTICOLO

L'articolo critica l'uso della teologia nella politica italiana, evidenziando il tentativo di sottomettere la magistratura al controllo dell'esecutivo attraverso il referendum. Viene menzionato il ruolo di figure come Berlusconi e Baget Bozzo nel contesto di questo fenomeno.

Ormai risulta sufficientemente accertato che l’effettiva finalità non dichiarata del referendum di domenica e lunedì prossimi è quella di sottomettere la magistratura al controllo dell’esecutivo, azzerandone la natura di potere autonomo. Ossia la declinazione italiana – prima con Berlusconi, ora con Meloni – di un inquietate disegno promosso dall’Internazionale reazionaria ormai da anni: cancellare la preziosa tradizione del costituzionalismo liberal-democratico di matrice illuministica, che perseguiva la messa sotto controllo del Potere attraverso il bilanciamento e l’ispezionabilità. Mentre risulta rimosso o dimenticato l’autore del contributo tutto italiano al filone di pensiero che fa retrocedere a ordalia il principio di rappresentanza. Ossia lo strano teologo, nella tonaca del prete pre-conciliare, che attraversò per almeno un cinquantennio il dibattito pubblico italiano da protagonista camaleontico (Eugenio Scalfari, fondatore de la Repubblica e maître à penser dei liberal nostrani non era riuscito a inquadrarlo, tanto da inserirlo tra i propri opinionisti), per poi finire a Arcore come cappellano di Silvio Berlusconi nella sua entrata in politica; alternandosi con l’altrett…

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