Politica Interna

Il vero obiettivo è correre da premier

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Giuseppe Alberto Falci)·22 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'articolo analizza le implicazioni politiche del referendum e le ambizioni di leadership di Giuseppe Conte, evidenziando le tensioni all'interno del centrosinistra.

Ha subito la campagna referendaria de il Fatto Quotidiano che ha sposato tout court la linea delle toghe. Conte ha cavalcato l’onda giustizialista. Non a caso ha chiuso venerdì la corsa per il No al fianco di una serie di magistrati e del direttore Marco Travaglio. Al netto di tutto, c’è un dato che oggi appare inconfutabile: la vittoria del sì sarebbe un trampolino per la sua leadership all’interno del campo largo o togato perché Schlein, oggi alla guida del partito del centrosinistra con la percentuale più alta, sarebbe subito messa in discussione. In un attimo ritornerebbero di moda i vedovi di Conte dentro al Pd che, secondo fonti altissime, non sono affatto pochi. Goffredo Bettini, ad esempio, il grande ideologo dei democratici, è uno dei grandi sponsor dell’avvocato del popolo. E se vincessero i No, lo scenario per l’avvocato del popolo avrebbe un altro sapore. Probabile che metterebbe da parte le ambizioni di premiership. A quel punto si potrebbe giocare quest’opzione: restare al tavolo del centrosinistra e puntare in caso di vittoria alle politiche del campo largo a una carica dello Stato, come la presidenza del Senato, un trampolino per la corsa al Quirinale.

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