La setta democratica del pugno chiuso: la nuova gioventù schleiniana ha una strana tendenza all’estremismo
“L'articolo esplora le contraddizioni all'interno della gioventù del Partito Democratico, descrivendo un ambiente intollerante nonostante la retorica inclusiva della leadership. Si evidenziano le recenti trasformazioni e il recupero dell'organizzazione, ma anche la perdita di pluralismo.”
“Più volte ho avuto l’impressione di trovarmi davanti a estremisti”, racconta un giovane dem romano al Foglio. È una frase che basterebbe da sola a spiegare il paradosso della nuova giovanile del Pd: l’organizzazione che predica inclusione, arcobaleni e “Free Free Palestine” viene descritta da molti ex iscritti come l’ambiente opposto. Intolleranti, settari, pronti ad espellere ogni corpo estraneo. Non sei in disaccordo: “Sei fascista”. Non sostieni una certa posa militante: “Fai il gioco della destra”. Hai un’opinione autonoma su giustizia, Israele o persino su Bettino Craxi: sei la strega da bruciare al rogo. Il pluralismo evocato nei discorsi ufficiali della segretaria Elly Sclein si ferma sulla soglia dei circoli.
Giovani dem: dallo scantinato alla rivolta
Eppure, sei mesi fa i Giovani democratici erano un relitto abbandonato nello scantinato del Nazareno. Cosa è successo? Elly, volevi la rivoluzione? Ebbene sì, la segretaria del Pd li ha recuperati, il commissario Lorenzo Innocenzi li ha rimessi in piedi, il congresso di Napoli ha incoronato Virginia Libero. Candidatura unica, percorso blindato, ordine ristabilito dopo anni di anarchia territoriale, veleni congressuali e con…
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