Pd, rivolta contro primarie e Schlein: "Un bagno di sangue autodistruttivo"

“L'articolo analizza le tensioni interne al Partito Democratico riguardo alle primarie di coalizione, evidenziando il rischio di divisioni e conflitti tra i vari esponenti del partito.”
Dopo il capitolo referendum, per la sinistra si apre quello più complicato delle primarie di coalizione. Se la disponibilità della segretaria del Pd Elly Schlein a questo step era piuttosto scontata e prevedibile, inaspettata invece è stata quella annunciata dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Intanto, si sono dichiarati pronti alla corsa anche l’ex direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini e il Progetto civico Italia dell’assessore romano Alessandro Onorato, che sarebbe sostenuto da Goffredo Bettini.
A chiamarsi fuori, invece, sono stati il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e la sindaca di Genova Silvia Salis, che d'altronde ha sempre considerato quello delle primarie uno strumento "divisivo". Dalle fonti parlamentari più o meno affini alla segretaria Schlein, come si legge sul Giorno, al momento le primarie "rischiano di essere un bagno di sangue autodistruttivo" visto che non c'è ancora nessuno a prevalere in maniera netta.
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Dalla base riformista del Pd, invece, ci si chiede quale sia il reale motivo dietro le primarie: "La prima cosa da stabilire sarebbe se si fanno in virtù della legge elettorale o per scelta politica". Per ora, infatti, il nostro sistema non prevede affatto una candidatura alla premiership, come invece potrebbe richiedere la nuova legge, anche se solo come indicazione. Il nodo, però, è tutto politico: il campo largo è in cerca di un suo leader, una personalità forte che sia in grado di fronteggiare il capo della coalizione opposta, l'attuale premier Giorgia Meloni.
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