Santanchè obbedisce polemicamente a Meloni

“L'articolo analizza le dimissioni della ministra Santanchè richieste dalla premier Meloni, evidenziando le tensioni politiche e le difficoltà nella riforma della giustizia in Italia.”
Come è finità la rumorosa diatriba fra Meloni e Santanchè. I Graffi di Damato
La Santa, con la maiuscola ma senza l’aureola, la pitonessa, con la minuscola, o come altro la chiamano amici o avversari, mariti o compagni, ha opposto una resistenza rumorosa ma breve, anzi brevissima, alle dimissioni da ministra reclamate pubblicamente, e impietosamente, dalla premier Giorgia Meloni. Che ha proceduto ad una operazione di imbullonatura del governo dopo il risultato negativo del referendum sulla riforma costituzionale della magistratura. Non della giustizia, come ogni tanto vedo scrivere o titolare, o sento dire nei salotti televisivi e per strada con una certa enfasi.
Se non si è riusciti a riformare la magistratura, separando le carriere dei giudici e dei pubblici ministeri a coronamento della riforma del processo penale intestata alla buonanima di Giuliano Vassalli, e con le carriere anche il Consiglio cosiddetto superiore, e affidando ad un’altra, apposita e volutamente “alta” Corte di disciplina i processi interni, figuriamoci se poteva passare una riforma ancora più generale della giustizia. O si potrà mai tentarla, una volta che la magistratura è riuscita a salvare, forse anche…
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