4) Un Sì per dire finalmente No a tutti quelli che dicono sempre no
“L'articolo critica l'opposizione alla riforma della giustizia in Italia, evidenziando come questa resistenza sia parte di una più ampia opposizione a qualsiasi cambiamento moderno nel paese.”
Un Sì per dire No a quelli che dicono sempre no. E non solo alla riforma della giustizia, ma a tutto quanto possa rappresentare un fattore di modernità per l'Italia. Anche il grande riassetto del potere giudiziario non sfugge a questa opposizione ideologica che si è dimenticata di raccontare, in primis, come il testo sottoposto al referendum sia stato approvato quattro volte tra Camera e Senato. Poi fa comodo, secondo la
loro narrazione, invocare la mobilitazione alle urne contro una cricca di golpisti sudamericani pronti alla retata contro i giudici progressisti.
Quando non si vota, tutti a lamentarsi dell'inerzia di una classe di governo capace solo a rimpinzarsi di bonus e maxi stipendi. Ma quando c'è da approvare i cambiamenti, nero su bianco, diventano inevitabili i distinguo politici. Quelli appunto che conducono al No, il niet sovietico, le barricate permanenti. Fateci caso. Gli oltranzisti anti riforma coincidono
quasi completamente con coloro che si oppongono a tutto il resto: l'alta velocità ferroviaria, le Olimpiadi, i maxi cantieri, i gasdotti, la concessione delle basi militari agli Stati Uniti nel conflitto contro l'Iran. Tutto diventa inevitabilmente resistenza al…
Il patto dello status quo: il fronte del No ha vinto per farsi legare mani e piedi
Una semplice ragione per dire un gigantesco No
Referendum giustizia, Schlein: L'Italia ha fermato una riforma sbagliata
Libero Quotidiano
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