Civici, social e riformisti. La politica oltre i partiti. Ma la fanno gli avatar
“L'articolo esplora l'emergere di figure politiche digitali come Margherita Civica, un avatar riformista, e il loro impatto sulla politica italiana, evidenziando un cambiamento verso un attivismo civico non tradizionale.”
L’altro giorno Margherita è stata impietosa con il governo Meloni. Ha elencato "tre anni di promesse, tre anni di flop". Ha dato voce sui social a un’opposizione che già guarda a quando si dovrà votare e presentare l’alternativa al centrodestra. "Su quale promessa vi sentite più presi in giro? Parliamone nei commenti", dice ai suoi – al momento non tantissimi – follower. Perché Margherita, che di cognome fa Civica, sui social è sbarcata da pochissimi giorni. Ed è possibile incrociarla solo lì, in realtà.
Margherita Civica, nome sagace che dovrebbe aver già fatto scattare un campanello d’allarme al lettore più avvezzo alla storia politica recente del nostro Paese, è infatti "la prima cittadina digitale riformista", come l’ha definita colui che l’ha lanciata, cioè Matteo Renzi. Un’avatar del civismo, rinnovamento virtuale dell’attivismo politico alla ricerca di menti e idee nuove.
Ma Margherita è in ottima compagnia. All’estero lo fanno già da parecchio tempo: l’intelligenza artificiale usata come strumento per la propaganda politica, per accattivare potenziali elettori, per svecchiare il linguaggio. In Italia, prima di Margherita Civica – digitale più che 4.0 – esattamente un anno…

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