Vizi: "Due pacchetti di sigarette e una bottiglia di whisky

“L'articolo celebra la vita e la carriera di Gino Paoli, riflettendo sui suoi successi e le sue perdite personali, in un tono nostalgico e rispettoso.”
di Andrea Spinelli
MILANO
Diceva che avrebbe voluto immergersi ancora una volta nel blu della Baia di San Fruttuoso, scendere fino alla statua del Cristo degli Abissi, stringergli la mano, e tornarsene in superficie felice di aver conservato ancora un po’ l’incoscienza del ragazzo di un tempo. Ora, però, che il mare se l’è preso per sempre, di Gino Paoli rimangono i pensieri, le canzoni e quell’abitudine a considerare la vita una collezione di errori piuttosto che una narrazione di successi. Novantuno anni "di sbagli" lo rendevano, infatti, ai suoi occhi un sopravvissuto di talento. "Quando a un convegno di geriatria ho detto che, fumando due pacchetti di sigarette e bevendo una bottiglia di whisky al giorno, arrivare a questa età è stata solo una gran botta di culo, è scattato l’applauso" ricordava.
E l’eco di quell’acclamazione ingoia un po’ il rimpianto di queste ore in cui il blu tocca il blu confondendo acqua e cielo come le acque del Golfo viste dalla terrazza della sua casa di Nervi, appollaiata tra i tetti, le lune e le gatte di canzoni che hanno popolato l’immaginario di quattro generazioni. Onde in cui "il matto e vigliacco" nell’ultimo anno aveva affondato il dolore…
“Ho detto a un convegno di medici che per vent’anni ho scolato una bottiglia al giorno, assunto droghe, fumato due pacchetti di sigarette. Essere vivo? Culo”: quella volta che Gino Paoli parlò ai geriatri
"Alcol, droga, fumo. Sono la dimostrazione che ci vuole fortuna"
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