Diritti e Società

“Ho detto a un convegno di medici che per vent’anni ho scolato una bottiglia al giorno, assunto droghe, fumato due pacchetti di sigarette. Essere vivo? Culo”: quella volta che Gino Paoli parlò ai geriatri

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Redazione FqMagazine·24 marzo 2026 alle 13:42
ARTICOLO

L'articolo ricorda Gino Paoli, cantautore recentemente scomparso, e riporta le sue riflessioni sulla vita e la vecchiaia, condividendo aneddoti provocatori e sinceri dalla sua esperienza personale.

Gino Paoli è morto oggi 24 marzo a 91 anni. Cantautore, compositore e autore, negli anni ha raccontato più volte anche il lato più estremo della sua vita. In una lunga e recente intervista, tra riflessioni sulla morte, ricordi personali e provocazioni, era tornato su tutto: il tentato suicidio, gli amori, il rapporto con il desiderio e con gli eccessi. Sempre con lo stesso tono, diretto, ironico, mai indulgente verso sé stesso.

A colpire era soprattutto il modo in cui parlava della vecchiaia e della sopravvivenza: “Il mio rapporto con la vita a 90 anni? È lo stesso di sempre. Vita e morte stavano insieme prima e lo sono anche adesso. Ogni giorno che vivi è un giorno in meno, ciò che vivi oggi non lo vivrai mai più. Ma questo non mi dà ansia”. Una consapevolezza lucida, priva di enfasi, che attraversava tutta l’intervista.

“Mi hanno portato come testimonial e mi hanno chiesto di dire qualcosa”

Dentro questo sguardo rientrava anche il racconto, diventato quasi emblematico, di un convegno di geriatria a cui era stato invitato come “caso”. Davanti a una platea di medici, Paoli aveva scelto di ribaltare tutto: “Mi hanno portato come testimonial e mi hanno chiesto di dire qualcosa. E…

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