San Castulo, martire romano sulla via Labicana: il santo del 26 marzo

“L'articolo ricorda la figura di San Castulo, un martire romano del III secolo, evidenziando il suo coraggio nel proteggere i cristiani perseguitati. La sua storia è legata a tradizioni storiche e cultuali a Roma e in Baviera.”
Nel Giovedì della V Settimana di Quaresima, la Chiesa ricorda San Castulo, martire romano (III secolo). Le notizie storiche sono sobrie e provengono soprattutto dalla tradizione agiografica legata alla passio di San Sebastiano. Ci consegnano la figura di un funzionario alla corte di Diocleziano, convertito a Cristo e divenuto sostegno dei perseguitati.
Secondo le fonti, Castulo fu cubiculario dell’imperatore e, rischiando la vita, offrì rifugio ai cristiani nel palazzo del Palatino. La tradizione lo pone in rapporto con san Sebastiano e ricorda la moglie Irene. Con l’amico Tiburzio avrebbe favorito la conversione di vari catecumeni, poi presentati a papa Caio per il battesimo. Tradito da un apostata, subì l’arresto e la tortura, restando fermo nella confessione della fede.
Il martirio, tramandato dalle antiche memorie romane, avvenne sulla via Labicana: Castulo fu sepolto vivo in un’arenaria di pozzolana. Alla sua memoria è connessa una catacomba, oggi non accessibile, individuata lungo il tracciato dell’acquedotto Claudio. Il culto è attestato a Roma almeno dal VII secolo, con una chiesa sorta presso il luogo del martirio; parte delle reliquie furono poi traslate nella basilica…
