Il sogno europeo alla prova delle policrisi
“L'articolo discute le attuali crisi che l'Europa deve affrontare, evidenziando le sfide politiche e le decisioni del Consiglio Europeo riguardo a temi cruciali come la guerra in Ucraina e la migrazione.”
Chissà cosa penserebbe oggi Jean Monnet, convinto com’era che “l’Europa sarà forgiata nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni adottate per quelle crisi”. Varrebbe anche per questa stagione di policrisi caratterizzata dal continuo sovrapporsi e dilatarsi di emergenze? La pandemia è stata soltanto l’inizio, come ha osservato l’economista Adam Tooze. Poi è arrivata la guerra in Ucraina, seguita dal 7 ottobre e dal conflitto a Gaza e oggi dall’Iran e dal Golfo Persico in fiamme. In mezzo, un ordine mondiale sconvolto dalla competizione globale tra Stati Uniti e Cina, a partire dalla corsa per la conquista delle materie prime critiche da cui dipendono la transizione tecnologica e digitale e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Una contesa che ha catapultato anche il Vecchio Continente in una nuova era, fatta di multilateralismo in frantumi, punti di riferimento incerti e fragilità storiche da affrontare una volta per tutte.
A scorrere i titoli delle conclusioni dell’ultimo Consiglio Europeo che si è svolto a Bruxelles il 19 e 20 marzo emerge la portata delle sfide in corso: Ucraina, Medio Oriente, competitività e mercato unico, difesa e sicurezza europee, migrazione, resilien…
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L’Europa, l’Ucraina e la libertà di pensiero
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