Riaprire le catene di approvvigionamento. Il piano di Cina e Turchia
“L'articolo analizza il ruolo di Cina e Turchia nel tentativo di riaprire le catene di approvvigionamento e mediare nel conflitto a Hormuz, evidenziando l'importanza della stabilità regionale e delle forniture energetiche.”
Non solo bombe e scudi difensivi. La crisi a Hormuz investe scambi commerciali e strategie dei singoli Paesi, per questo motivo le potenze regionali si stanno posizionando per mediare nel conflitto. Cina e Turchia provano a svolgere un ruolo nell’allentare le tensioni, con sullo sfondo l’obiettivo ambizioso di riaprire al più presto le catene di approvvigionamento. Di questo e di altro hanno discusso al telefono il ministro degli esteri turco Hakan Fidan e la sua controparte cinese Wang Yi, sostenendo una tesi basilare: ovvero che il mantenimento di linee di trasporto ininterrotte, forniture energetiche e catene di approvvigionamento globali è strategico per la stabilità regionale, per cui va perseguito come obiettivo primario.
In questo senso le rassicurazioni del massimo diplomatico di Pechino circa il fatto che, nonostante Teheran abbia promesso di continuare a combattere, “è emerso un barlume di speranza” per la pace, si legano all’attivismo di Cina e Turchia per intervenire nel caos commerciale dettato dalla crisi a Hormuz. Nessuno può permettersi di perdere soldi e merci, anche se qualcun altro sta guadagnando dalla guerra (come fisiologicamente accade da sempre).
Un’altern…
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