Diritti e Società

“Celle saldate nel carcere di Evin per evitare la fuga dei prigionieri”, la denuncia della resistenza iraniana

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Redazione Esteri·22 marzo 2026 alle 08:53
ARTICOLO

L'articolo denuncia la pratica delle celle saldate nel carcere di Evin in Iran, evidenziando le gravi violazioni dei diritti umani e la crescente repressione interna in un contesto di conflitto.

La denuncia arriva dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), ma si inserisce in un quadro ben più ampio e inquietante, segnato dall’escalation militare e dalla crescente repressione interna in Iran. La storia delle “celle saldate” nel carcere di Evin – destinato dalle autorità di Teheran ai prigionieri politici – non è solo l’ennesimo capitolo di violazioni dei diritti umani: è il simbolo di un sistema che, in tempo di guerra, sembra disposto a trasformare le proprie carceri in trappole mortali.

Le celle sigillate: una misura estrema

Secondo quanto riportato dal comitato femminile dell’NCRI, le autorità penitenziarie avrebbero iniziato a saldare le porte metalliche delle celle per prevenire rivolte, evasioni o disordini. Una decisione che, in condizioni normali, sarebbe già gravissima; ma che diventa potenzialmente catastrofica nel contesto attuale. Con il conflitto riesploso e il rischio di nuovi bombardamenti, i detenuti si troverebbero intrappolati senza alcuna possibilità di fuga in caso di incendio, crolli o attacchi aerei.

Dalle testimonianze che filtrano dall’interno di Evin emerge un’immagine ancora più drammatica. Con la riduzione del personale penitenzi…

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ENTI E ISTITUZIONI
Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
autorità penitenziarie
LUOGHI
Iran
Teheran
carcere di Evin
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