Esecuzioni in nome dell’Islam, i messaggi del Mossad ai membri basij: “Se uccidete manifestanti fate la fine di Khamenei”
“L'articolo riporta l'esecuzione di tre giovani prigionieri in Iran accusati di spionaggio, evidenziando la brutalità del regime contro i manifestanti e le violazioni dei diritti umani.”
All’alba della vigilia del Novruz, “Mercoledì del fuoco”, che segna l’ingresso nel nuovo anno iranico, al grido di Allahu Akbar, la repubblica islamica ha impiccato tre giovani prigionieri accusati di spionaggio per conto degli Stati Uniti e di Israele. Il Tribunale rivoluzionario islamico, che i manifestanti definiscono “Tribunale della Morte”, ha eseguito in nome dell’Islam, segretamente, l’impiccagione dei tre ragazzi detenuti nella prigione di Qom, arrestati per aver partecipato alle proteste del dicembre 2025 e accusati di ‘’moharebeh’, cioè di “guerra contro Dio”. Un’accusa, questa che viene mossa per giustificare la condanna a morte per coloro che osano protestare. Il regime iraniano considera le proteste anti governative una minaccia alla sicurezza nazionale e dunque considera i manifestanti terroristi al servizio delle potenze straniere. Saleh Mohammadi di anni 19, Saeed Davoudi e Mehdi Ghasemi di 22 anni sono stati sottoposti a indicibili torture per estorcere loro confessioni false.
Saleh Mohammadi era un promettente campione di wrestling, un giovane con un futuro promettente, già medaglia di bronzo alla Coppa Saitiev del 2024 in Russia. Era stato rapito nel gennaio sco…
