Saleh impiccato dopo le proteste. Il campione di lotta simbolo antiregime
“L'articolo riporta l'esecuzione di Saleh Mohammadi, un giovane lottatore simbolo delle proteste anti-regime in Iran, evidenziando le violazioni dei diritti umani e la repressione da parte della dittatura iraniana.”
Le ferite all'orecchio rivelano le torture subite in carcere. La testa rasata, come si addice ai detenuti, penzola all'improvviso, una perdita di conoscenza legata allo sfinimento fisico e agli abusi. Le ultime immagini di Saleh Mohammadi in vita risalgono al 19 marzo, poche ore prima della sua esecuzione, e sono state girate in un'aula di giustizia di Qom, la città santa dello sciismo in Iran, dove insieme ad altri due imputati era sotto accusa in seguito all'arresto del 15 gennaio nelle proteste anti-regime. Da quel giorno Saleh, 19 anni, campione di lotta libera, membro della nazionale iraniana, è il nuovo simbolo della "macelleria" che la Repubblica islamica sta mettendo in atto contro i suoi oppositori. Impiccato pubblicamente dopo l'ennesimo processo farsa denunciato dalle organizzazione per i diritti umani, tra cui Amnesty International, e dopo una confessione estorta sotto tortura insieme ad altri suoi due compagni di sventura, accusati indebitamente di aver ucciso due agenti di polizia, ma di fatto colpiti per aver avuto il coraggio di scendere in strada contro il regime, che ha aggiunto l'imputazione per moharebeh, "inimicizia contro Dio", reato ideologico strettamente le…
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