Patriot e Thaad non bastano per tutti. Ma la Corea del Sud ha la soluzione
“L'articolo analizza la crescente domanda di sistemi di difesa aerea a basso costo, come i missili sudcoreani, in risposta alle attuali crisi internazionali, evidenziando le limitazioni dei sistemi tradizionali come il Patriot e il Thaad.”
Una delle lezioni principali che fornisce l’attuale crisi mediorientale, confermando una dinamica in realtà già divenuta evidente nel conflitto in Ucraina, è che nello stand-off warfare odierno l’aspetto quantitativo è sempre più rilevante. L’utilizzo di sistemi a basso costo e di facile produzione, di cui lo Shahed-136 iraniano è forse l’emblema nell’immaginario collettivo tanto quanto l’Ak-47 lo è per le armi da fanteria, mira a saturare le difese aeree avversarie, facilitando così la penetrazione di vettori ben più importanti come quelli missilistici, per contrastare i quali sono necessari specifici sistemi di difesa.
Tra questi quello più famoso e “rinomato” è senza dubbio lo statunitense Patriot. Che però ha un problema che mal si adatta ad un contesto internazionale segnato da una molteplicità di teatri di crisi: costa tanto, e i ritmi di produzione sono troppo lenti per soddisfare la domanda. Problemi ancora più stringenti nel caso del Thaad (Terminal High Altitude Area Defense), che oltretutto è “specializzato” soltanto nel contrasto a missili balistici, intercettandoli a quota molto più alta rispetto ai Patriot (non a caso, quest’ultimo sistema è impiegato per la difesa d…
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