La partita In-Q-Tel. Chi guida l’innovazione degli 007 Usa?
“L'articolo analizza la proposta di Tulsi Gabbard di trasferire la supervisione di In-Q-Tel all'Office of the Director of National Intelligence per migliorare l'accesso alle tecnologie emergenti da parte delle agenzie di intelligence statunitensi. Tuttavia, ci sono resistenze e timori riguardo a questo cambiamento.”
Sarebbero diverse le fonti informate, riportate da Politico, secondo cui la direttrice dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, sarebbe pronta a portare sotto il controllo del suo ufficio la supervisione di In-Q-Tel, il fondo di venture capital legato alla Cia che da oltre venticinque anni finanzia innovazioni per gli 007 statunitensi.
Una leva strategica
In-Q-Tel non è un asset qualunque. Nato alla fine degli anni Novanta, quando il mondo dell’intelligence iniziava a fare i conti con la rivoluzione digitale, ha sostenuto progetti poi diventati centrali. Dall’analisi dei dati su larga scala alle tecnologie satellitari, fino alla cybersicurezza e all’intelligenza artificiale. Tra i casi più noti, investimenti precoci in realtà come Palantir o nelle tecnologie che hanno portato a Google Earth.
Il fondo, formalmente indipendente, è però alimentato dal Congresso attraverso la Cia, che ne orienta le priorità operative. Una relazione stretta e costruita negli anni, che ha consentito di allineare rapidamente innovazione e necessità operative.
Il progetto di Gabbard
Secondo quanto riportato da Politico, l’idea della direttrice dell’Office of the Director of National Intelligence (O…
