Santanchè e l’ultimatum di Meloni ignorato: la resistenza della ministra manda in tilt Palazzo Chigi
“L'articolo descrive la resistenza della ministra Daniela Santanchè di fronte all'ultimatum della premier Giorgia Meloni per le sue dimissioni, evidenziando le tensioni interne al governo e le indagini in corso su di lei.”
Asserragliata al ministero, senza alcuna intenzione di smontare le tende. Nemmeno per “sensibilità istituzionale”. Del resto, una volta letta la nota di Palazzo Chigi che auspicava le sue dimissioni seguendo le orme di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, si sarebbe lasciata andare: “Io non ho alcuna sensibilità”, la frase al veleno consegnata ai suoi secondo Il Giornale. Dopo essere stata difesa per anni, Daniela Santanchè non ha alcuna intenzione di seguire l’ultimatum di Giorgia Meloni nascosto dietro il linguaggio felpato, dovuto e istituzionale, di Palazzo Chigi. Mentre questo articolo va online sono passate ormai oltre 16 ore da quando lo scontro è diventato pubblico, ufficiale. Un’eternità. Ma lei, la ministra, non capisce perché le viene chiesto di lasciare ora, senza scadenze giudiziarie a breve termine e in una situazione già pubblica: indagata e imputata per le vicende legate alla truffa all’Inps e al crac delle sue società. E quindi, avanti con la resistenza.
Aveva iniziato già martedì pomeriggio, rifiutando l’invito dei vertici del suo partito. Quindi ha detto no al presidente del Senato Ignazio La Russa, il suo padrino politico incaricato dalla presidente del Consigl…
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