I quaresimali, non solo colomba e uova di cioccolato
“L'articolo esplora le tradizioni dolciarie italiane legate alla Pasqua, in particolare i dolci quaresimali, evidenziando la varietà regionale e gli ingredienti utilizzati.”
La ricchezza della tradizione dolciaria italiana fa sì che a ogni festa corrisponda un sapore, a ogni ricorrenza un gesto ripetuto. A Natale in tavola troneggiano panettone, torrone, struffoli e panforte, a Carnevale chiacchiere e castagnole, i dolci dei morti a Ognissanti, le zeppole a San Giuseppe. Una molteplicità di dolcezze che cambia sfumature in base alla regione, perché profuma di ingredienti locali.
La Pasqua è innanzitutto colomba e uova di cioccolato. Ma prima del trionfo del cacao, arrivato in Italia solo nel 1600, esisteva un altro repertorio di dolci, legato al tempo della Quaresima.
Per quaranta giorni prima della Pasqua, la tradizione cristiana imponeva un regime alimentare sobrio, privo di grassi animali, niente burro, niente strutto. Eppure, proprio da questa sottrazione nasce una delle espressioni più raffinate della pasticceria italiana: quella dei dolci quaresimali.
Gli ingredienti sono pochi e ricorrenti lungo tutta la penisola: mandorle dolci, zucchero a velo, albumi d’uovo, acqua di fiori d’arancio. A volte compaiono note di frutta, come marmellate di fichi o albicocche, spezie leggere. Ne risultano biscotti secchi, capaci di durare settimane, una qualità…
Libero Quotidiano