Quelle che... la riforma è lotta di genere
“L'articolo critica la riforma della giustizia, sostenendo che essa indebolisca la magistratura e i diritti delle donne, evidenziando una lotta di genere nel dibattito politico attuale.”
Le battaglie attirano le cause, è fatale. E non importa nemmeno quale sia la battaglia, la causa ci si accomoda e poi ci sguazza dentro come una carpa in un laghetto giapponese. Perché la malizia danza sulle labbra, sugli slogan e sui manifesti e allora tutto finisce col servire a tutti. È così che il referendum sulla giustizia si è trasformato in una lotta di genere. Una vicenda politica e giuridica adattata al gusto di palati qualunquisti: la crociata delle diversamente femministe. Come se davvero avesse senso esprimere un voto, questo voto, per "sesso" di appartenenza, come se tutto il mondo fosse riconducibile a uno sfinente, costante derby Inter-Milan. Mentre ogni tanto varrebbe la pena sollevarsi dalla posizione manichea e quindi cretina, della contrapposizione eterna e riconoscere dignità a qualcosa che va oltre. Bisognerebbe rinunciare alla tentazione di toreare con genere e diritti e sgonfiarsi delle solite certezze. Invece dietro agli schieramenti si affaccia la stessa dicotomia che trancia tutto in abusate metà: donne-uomini, correttamente di sinistra-naturalmente alto borghesi.
La visione del fronte del No (femministe e movimenti per i diritti) animato da molte voci de…
