La sinistra per il Sì suona la carica: riformare la magistratura, ora o mai più. Una battaglia di civiltà giuridica
“L'articolo evidenzia il crescente sostegno all'interno della sinistra italiana per la riforma della magistratura, sottolineando l'importanza della separazione delle carriere e delle garanzie per i cittadini.”
Non si parli di posizioni isolate né di voci fuori dal coro: dentro la sinistra italiana cresce, si espone e si rafforza il fronte riformista che sostiene apertamente il Sì al referendum sulla magistratura. Non per rottura identitaria, ma per coerenza politica. Perché questa riforma interviene sui nodi concreti della malagiustizia. Per modernizzare il sistema, rafforzare le garanzie, restituire credibilità. Su questo terreno, sempre più esponenti hanno deciso di metterci la faccia, con coraggio.
«La separazione delle carriere è il cuore della riforma, perché introduce una distinzione più netta, più moderna, più coerente tra funzione requirente e funzione giudicante. E lo fa con una finalità molto precisa: rafforzare le garanzie dei cittadini e rendere il sistema più trasparente, più leggibile, più credibile», annota Marco Minniti, ex ministro dell’Interno del governo Gentiloni. Una posizione che risuona anche dentro mondi tradizionalmente più identitari della sinistra, come sottolinea Anna Paola Concia (già deputata del Partito democratico): «La devono finire con questa storia che esistono le femministe buone che votano No. Io voterò convintamente Sì, e non sono meno femminista de…
AGI Politica