Giustizia

Manca soltanto il Sì: Costituzione completata dopo settant'anni

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Stefano Zurlo)·23 marzo 2026 alle 10:00
ARTICOLO

L'articolo analizza la proposta di riforma della giustizia in Italia, sostenendo che la separazione delle carriere tra pm e giudici non rappresenta una minaccia per la Costituzione, ma un passo verso un sistema più armonico e democratico.

C'è un pezzo di Costituzione mai applicato. Ora, se passerà il Sì al referendum, finalmente la VII disposizione transitoria e finale troverà compimento. È quel che auspica l'ex presidente della Consulta ed ex parlamentare del Pci-Pds Augusto Barbera (foto): separare i pm dai giudici non vuol dire, come si continua a credere, entrare dentro una cultura autoritaria, ma esattamente il contrario.

I Costituenti non avevano dubbi: occorreva cambiare tutta l'architettura dell'ordinamento giudiziario, ma poi si decise di procedere per gradi e così in fondo alla Costituzione ecco la VII disposizione transitoria. E però il testo parla chiaro: "Fino a quando non sarà emanata le nuova legge sull'ordinamento giudiziario in conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dell'ordinamento vigente".

Insomma, nel '48 si posero le premesse di una svolta che almeno in parte si è persa per strada. Pm e giudici formavano un blocco unico perché questa era l'ideologia autoritaria del regime, codificata con la riforma Grandi del 1941, modificata nel 1946, ma ancora operativa. Si voleva ricollocare il pm e ripensare il suo ruolo, l'obiettivo era correre verso un altro sistema, sganciato…

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