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Mario Biondi: «Io so cos’è il potere della voce»

FONTE
Panorama
Gianni Poglio·22 marzo 2026 alle 08:21
ARTICOLO

L'articolo esplora la carriera di Mario Biondi, evidenziando l'importanza della sua voce nella musica e nel doppiaggio, senza toccare temi politici.

Per Mario Biondi tutto parte dalla voce. Non solo come strumento musicale, ma come forza capace di entrare nella vita delle persone, modificarne gli umori, accompagnarne i momenti più intensi. Non è un caso che le sue corde vocali siano oggi al centro di due esperienze diverse ma complementari: il nuovo disco Prova d’autore, e il doppiaggio nell’ultimo film di Gus Van Sant, Il filo del ricatto. «Ho prestato la mia voce a Fred Temple, speaker radiofonico che fa da mediatore con un uomo di Indianapolis che nel 1977 prende in ostaggio il figlio del presidente di una compagnia di prestiti».  Il film racconta una storia realmente accaduta, quella di un deejay che prova a salvare una vita affidandosi unicamente alla forza della parola trasmessa via radio» racconta Biondi.

È un tema che lui conosce bene: nel corso degli anni la sua voce profonda è diventata uno dei timbri più riconoscibili della musica italiana, ma anche uno strumento capace di creare un rapporto diretto con chi ascolta. «Molte persone mi raccontano che una mia canzone o la mia voce hanno cambiato qualcosa nella loro vita. Sono stato colonna sonora di grandi amori, di nascite e di amplessi…».

Il suo sguardo sulla musica…

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