Politica Interna

Il trombone di Voghera e la giravolta sui giovani dell’era social

FONTE
Libero Quotidiano
28 marzo 2026 alle 08:03
ARTICOLO

L'articolo analizza come i social media stiano influenzando il voto della Generazione Z, evidenziando un cambiamento nel modo in cui i giovani si informano e partecipano alla politica. Viene criticato il precedente approccio alla cultura giovanile, proponendo una nuova visione del loro attivismo politico.

Vincere una tornata elettorale, se non sei abituato, può dare alla testa. Ti puoi ad esempio addormentare spalla di Fabio Fazio, e risvegliare novello Arbasino. Qualcosa del genere dev’essere capitato a Michele Serra, che ha scorto nell’affermazione del No l’occasione per rimanere nella storia della letteratura, per battezzare un nuovo idealtipo sulle colonne di Repubblica. Ecco allora la nuova creatura mitologica serriana, scolpita in esplicita antitesi col precedente arbasiniano, ché tanto lo scrittore non è più tra noi e non può dar mandato ai suoi legali. «All’ormai consumato personaggio della casalinga di Voghera, che immaginiamo con la televisione sempre accesa sulle reti Mediaset o su Rai Uno» -scrive l’ospite abituale di Corrado Formigli su La7, ndr - «è arrivato finalmente il momento di sovrapporre un’altra parte in commedia che ha perlomeno il pregio di essere inedita: è la ragazza di Voghera, che la televisione non sa neppure cosa sia e si informa solo sui social, TikTok, Instagram». Proprio così, gettate al macero tutte le paginate di struggente riflessione sul depauperamento cognitivo della Generazione Z congelata nella bolla autoreferenziale dei social network, pubblicate anzitutto su Repubblica.

È il momento della “Generazione Gaza”, come aveva già scritto Concita De Gregorio con meno velleità letterarie, che si è convinta a barrare il No a furia di scrollare reel sulla Costituzione in pericolo, e quindi i social, da piattaforma di rincoglionimento cripto-sovranista, tornano strumento di liberazione democratica, come ai bei tempi in cui la Silicon Valley era in ginocchio da Barack Obama. Il mezzo non è buono o cattivo in sé, dipende dalla causa che serve. «La ragazza ha votato No, attingendo la sua decisione dalle piazze pro-Pal, dalle chat neofemministe, dal suo giro di amicizie e dagli imprevedibili post pro-Costituzione di attivisti ventenni», decanta Serra in pieno lirismo tardo-adolescenziale, non accorgendosi di vergare una stroncatura involontaria della (supposta) meglio gioventù, che si è pronunciata sulla riforma della giustizia con un grado di approfondimento pari a quello che chi scrive può sfoggiare sulla fisica subatomica.

Certo, «la ragazza di Voghera, proprio come la casalinga, ha sicuramente i suoi bravi pregiudizi» (a volte anche meno bravi, vedi i cortei antagonisti con le fotografie degli avversari politici appesi a testa in giù), ma «nella media possiamo dire con una certa tranquillità che la dieta informativa della ragazza di Voghera e dei suoi coetanei è più dinamica, più curiosa e più critica rispetto a quella della matura casalinga che abita nel portone accanto». Confessiamo che di fronte a «dieta informativa» abbiamo avvertito una viscerale nostalgia di un altro nume tutelare della gauche, Nanni Moretti, e dell’immortale sfogone «Ma come parli?! Le parole sono importanti!» nel suo Palombella Rossa. Superato lo scoglio lessicale, là dove Serra voleva disvelarci un archetipo sociale, si aggira solo l’inflazionatissimo bozzetto radical. L’universitaria di belle speranze che compulsa video del prof Barbero sulla (inesistente) sottomissione della magistratura alla politica, condivide un post perlomeno antisionista sul genocidio (inesistente), occupa l’aula in vibrante opposizione al fascismo (inesistente). Dall’altra parte, la massaia abbruttita che riempie la lavastoviglie, riordina il salotto, fa quadrare i conti della settimana, si arrabatta nel mondo della vita, senza nemmeno leggere Kant prima di addormentarsi, come facevano due riferimenti della ragazza di Voghera, Umberto Eco e il capo della macchia sterminatrice degli ayatollah, quel Larijani ucciso dalle bombe di Bibi&Donald, il duo di guerrafondai contro cui la ragazza (pseudo)colta ha votato al referendum. Tutto torna. E tutto, come peraltro era già nella genesi di Arbasino, a favore della casalinga.

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