“Dalla parte dei crostacei” per una Pasqua consapevole: come gustare astici, granchi e aragoste senza infliggere sofferenze
“L'articolo presenta la campagna 'Dalla parte dei crostacei', che chiede il riconoscimento dei crostacei come esseri senzienti e propone di vietarne la vendita e l'esposizione vivi, promuovendo un approccio più etico alla tradizione culinaria pasquale.”
Con l’arrivo della Pasqua, astici, granchi e aragoste tornano a essere protagonisti sulle tavole italiane. Ma dietro la tradizione culinaria, una nuova campagna europea mette in luce un lato cruento: il dolore che questi animali possono provare quando vengono conservati e venduti vivi.
La coalizione “Dalla parte dei crostacei”, formata da Ali, Animal Equality, Ciwf, Enpa, Essere Animali, Lav, Leal e Oipa, chiede alle istituzioni di riconoscere i crostacei come “esseri senzienti”, capaci di provare sofferenza, e di vietarne la vendita e l’esposizione vivi nei banchi di pescheria o in acqua ghiacciata. La motivazione è chiara: “anche i duri soffrono”, una corazza dura e apparentemente invincibile non protegge questi animali dal terrore di finire nelle mani dell’uomo.
Secondo la coalizione, la convinzione che la cottura di un animale vivo garantisca freschezza o sapore migliore è una leggenda culinaria. In realtà, pesci e crostacei già morti ma ben conservati arrivano altrettanto freschi sulle tavole, senza infliggere inutili sofferenze. Durante trasporto e vendita, gli animali vivi vengono spostati, sollevati e manipolati più volte: una pratica che causa stress e dolore, non percep…
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Il Sole 24 Ore Economia