Politica Interna

Referendum, la chiesa rispetti il voto dei cattolici senza forzature

FONTE
Il Riformista
Giorgio Merlo·22 marzo 2026 alle 07:48
ARTICOLO

L'articolo analizza il dibattito sul voto dei cattolici in un referendum, sottolineando le pressioni esercitate dalla Chiesa e il pluralismo politico presente nell'area cattolica italiana.

Il dibattito sul voto dei cattolici per il referendum è un po’ surreale. Anche perché, come sufficientemente noto, il pluralismo politico, culturale e soprattutto elettorale nell’area cattolica italiana è un fatto acquisito da svariati decenni, almeno da alcuni anni prima del tramonto della Dc, che avvenne nel lontano 1993. Tuttavia, puntualmente riemergono vecchie tentazioni. Molto diverse da quelle della Prima repubblica del collateralismo con la Dc – anche se l’unità politica dei cattolici in Italia non è mai esistita perché rispondeva solo e soltanto a un fatto storico e politico contingente – ma sempre tendenziose.

Tutto nasce, va pur detto, per una serie di iniziative promosse da vescovi, sacerdoti e parrocchie che votano No. Iniziative del tutto legittime e naturali, come ovvio, ma che lasciano un po’ attoniti, soprattutto quando a organizzarle non sono movimenti del laicato cattolico ma realtà direttamente riconducibili all’istituzione Chiesa, seppur a livello locale. Ora, e per essere chiari sino in fondo, ognuno fa ciò che vuole e vota ciò che vuole, come ovvio. Ma, nello specifico, almeno tre riflessioni non si possono non fare.

La prima attiene al pluralismo politico…

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