La bandiera della giustizia nelle nostre mani: i punti fermi dopo la vittoria del No tra cecità sondaggi e paradosso positivo
“L'articolo critica l'incapacità dei sondaggi di riflettere la realtà politica e analizza le reazioni delle forze politiche dopo la vittoria del No in un referendum, evidenziando la cecità del sistema politico.”
Delle conseguenze politiche profonde del voto parleremo nei prossimi giorni, quando si poserà sul terreno la polvere sollevata in queste ore. Quella dei magistrati che a Napoli brindano cantando “Bella Ciao” (che vergogna!), delle dichiarazioni trionfali di un’opposizione che si intesta la vittoria e già si divide, delle pezze a colore messe in fretta e furia dalla maggioranza, e del solito inutile gioco delle recriminazioni su chi e dove e perché ha sbagliato la campagna elettorale. Tutte questioni di cui non ha senso parlare a caldo. Limitiamoci a fissare per ora qualche punto fermo.
1. La cecità dei sondaggi
Tema non secondario, ma emblematico: i sondaggisti hanno fallito per l’ennesima volta. Cercano di decifrare il Paese con strumenti del paleolitico, disturbando la gente al telefono e ignorando che le vere opinioni oggi si formano e si scontrano sul web e sui social. Con budget irrisori, tengono fuori l’Intelligenza Artificiale, non usano modelli predittivi, si accontentano di campioni statistici fragilissimi e poi fanno cartello per evitare figuracce pubbliche. Se le “sonde sociali” che mettiamo nel terreno sono queste, stiamo freschi, il Paese non lo capiremo mai. E infat…
