Lo scontro tra Kings League e calcio italiano: perché i club ora vietano ai propri tesserati di partecipare allo show
“L'articolo esplora il conflitto tra la Kings League, un nuovo format calcistico, e le società di calcio italiane, che vietano ai propri tesserati di partecipare a questo torneo innovativo.”
Un format spettacolare, rapido, con regole innovative, match più brevi, ex calciatori di Serie A in campo (Florenzi per esempio, che si fa chiamare ‘Spizzi’) e presidenti–streamer che scendono in campo per calciare un rigore. Accanto al pallone tradizionale ha ormai preso piede un “altro calcio”: la Kings League, il torneo ideato a livello internazionale dall’ex difensore del Barcellona Gerard Piqué e che esiste in Italia da febbraio 2025. Carte speciali, regole differenti, personaggi molto noti del web come presidenti, match 7 contro 7 (ma a volte anche uno contro uno, due contro due e via dicendo) e un’enorme integrazione con piattaforme come Twitch hanno reso questo format molto attraente per il pubblico più giovane. La Kings League offre facile accessibilità digitale e un modo nuovo di vivere il calcio. Si gioca il lunedì. E nel secondo split anche il giovedì in alcune settimane.
C’è un “ma”. E si chiama calcio dilettantistico. Negli ultimi mesi infatti Kings League e società italiane non vanno d’accordo. Il motivo? Tante squadre di Kings League contattano forti calciatori di Serie D ed Eccellenza per tesserarli anche nel loro torneo. E oggi sono più di 50 in totale i giocator…
